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Due voti per area → una fotografia

La ruota della vita.

Otto aree della tua vita, due voti per ognuna. Quanto sei soddisfatto oggi, e quanto quell'area conta per te. Il dato che cerchiamo è la differenza tra i due voti. Alla fine la pagina ti disegna la ruota, ti fa scegliere una sola area e ti chiede un'azione piccola con la sua data di verifica. Una cosa te la dico subito: di scientifico qui non c'è niente. La ruota fotografa come ti senti. E una fotografia onesta è già metà del lavoro.

Inizia la ruota 7 minuti · niente email, niente account

Come funziona

Tre passaggi, nessun trucco.

1 · Voti

Per ogni area dai due voti. Quanto sei soddisfatto oggi, e quanto quell'area conta per te. Vota di pancia: la prima cifra che ti viene in mente di solito è quella vera.

2 · Guardi

La pagina disegna la ruota e calcola il gap tra importanza e soddisfazione, area per area. Un 4 in un'area che ti interessa poco pesa meno di un 6 in un'area che per te conta tutto. Il dato vero è quello.

3 · Scegli

Scegli una sola area, quella che fa da leva. Poi un'azione piccola da ripetere ogni settimana, e una data di verifica tra un mese. Il resto lo scarichi e te lo porti via.

Detto tra noi

La ruota della vita è un esercizio classico del coaching, e nessuno studio la valida come test psicometrico. Te lo dico prima che tu cominci, non in piccolo alla fine. Questa versione aggiunge il doppio voto, il gap e la scelta di una sola area. Non serve a misurarti. Serve a mettere su carta come stanno le cose, perché una fotografia scritta ferma i pensieri che girano in tondo. Origine e limiti li trovi nelle fonti in fondo alla pagina.

L'esercizio

Vota come stanno le cose oggi.

Oggi, appunto. Come vorresti che fosse lo sai già, e com'era l'anno scorso conta poco. Per ogni area voti prima quanto sei soddisfatto, poi quanto quell'area conta per te. Di pancia, e avanti.

Area 1 di 8
Soddisfazione

La fotografia

La tua ruota, oggi.

La classifica dei gap

Dove il divario pesa di più.

Il gap è importanza meno soddisfazione. Un 4 in un'area che per te conta 3 può aspettare. Un 6 in un'area che conta 10 no. Le soglie che uso te le dichiaro, così leggi la classifica con i miei stessi occhi. Da 3 in su il divario pesa. Con 1 o 2 lo tieni d'occhio. A zero o sotto sei in equilibrio, oppure stai investendo tanto in un'area che per te conta poco. Anche quello è un dato.

Un'altra soglia che uso: sotto il 7 di soddisfazione un'area merita attenzione. La ruota tutta a 10, invece, non è l'obiettivo. Inseguirla è la ricetta del burnout. Qualche area in seconda fila è la norma di una vita vera.

La lettura di Donato

Una sola area. Sul serio, una.

Davanti a una ruota storta l'istinto dice di sistemare tutto insieme. Ci ho provato anch'io, e ho visto tante persone provarci: otto buoni propositi il lunedì, tutti a terra in due settimane, più un senso di colpa che prima non c'era. Per questo l'esercizio ti ha chiesto una leva, cioè l'area che migliorando trascina le altre. Spesso non è la peggiore in classifica.

La tua area di leva:

La domanda

Cosa servirebbe per salire di un punto, non di cinque?

Piccola davvero. Se non sta in una settimana normale, non è quella giusta.

Te l'ho messa tra 30 giorni. La ruota si rifà una volta al mese, come le foto di un cantiere. A quella data rivoti le otto aree e confronti le due immagini.

Una ruota così, certe volte, apre più domande di quante ne chiuda. Guardiamola insieme davanti a un caffè: trenta minuti, senza impegno.

Chi te lo propone

Dr. Donato De Tullio. Da oltre dieci anni gestisco progetti in grandi multinazionali europee. La ruota storta l'ho avuta anch'io: dopo 8 anni nel mondo scientifico ho fatto il magazziniere a Decathlon e ho ricostruito una carriera da zero. Oggi gestisco 8 centri logistici in Europa. Trovi tutto sul mio LinkedIn.

In parallelo al mio lavoro da manager, aiuto chi ha un progetto a decidere e a muoversi, con il Metodo delle 5 D: dati, direzione, decisione, destinazione, desiderio. Se dopo la ruota senti che serve una mano per tutto il percorso, c'è Decision Lab, il percorso di decision-making a tu per tu.

Donato De Tullio tra i ciliegi in fiore

Hai fatto la ruota?

Guardiamola insieme.

30 minuti, gratis, davanti a un caffè virtuale. Mi racconti la tua ruota, l'area di leva che hai scelto, e mettiamo a fuoco l'azione settimanale.

Le fonti

Da dove viene la ruota.

L'origine. La ruota della vita nasce nel coaching classico. Viene attribuita a Paul J. Meyer, pioniere del settore e fondatore del Success Motivation Institute, negli anni '60. Da allora ne circolano molte varianti, con aree e nomi diversi. Resta uno strumento pratico di coaching, non un test psicometrico validato dalla ricerca.

L'uso professionale. Il voto di soddisfazione da solo dice poco. Per questo qui c'è anche il secondo voto, quanto ogni area conta. L'idea la prendo in prestito dal Valued Living Questionnaire (Wilson e colleghi, 2002), lo strumento che misura proprio la distanza tra importanza e vita vissuta. Poi si cerca l'area di leva, se ne sceglie una sola e si fissa una verifica. Se vuoi approfondire, due letture in inglese: la guida di PositivePsychology.com e quella di Scott Jeffrey.

L'uso che ne faccio io. Per me è la fotografia di partenza. Si parte dai fatti messi su carta, non dai pensieri che girano in tondo. E nessuna diagnosi, sia chiaro. Se un'area della tua vita ti preoccupa sul serio, la persona giusta è un professionista della salute, prima di qualunque esercizio.

La ruota è tua e nessuno ti chiede l'email per portartela via. Se ti è servita, passa dal sito, esplora il blog, prova il test del bivio e ci sentiamo per un caffè.