36 parole → 5 valori → 1 diagnosi
Trova i tuoi valori.
Tutti hanno dei valori finché non costano niente. Poi arriva una scelta vera, un lavoro da lasciare o un cliente da rifiutare, e lì si vede cosa pesa davvero. Questo esercizio va fino in fondo. Hai davanti 36 parole e ne tieni 5. Ognuna la ancori a un fatto recente, poi dai un voto a quanto la tua vita la sta onorando. Alla fine non esci con una lista, ma col nome del valore che stai tradendo e un'azione per domani. Un quarto d'ora, tutto qui sulla pagina.
Come funziona
Cinque passi, una diagnosi.
Il formato viene dal card sort dei valori di Miller e dagli strumenti ACT che misurano la distanza tra valori e vita vissuta, le fonti sono in fondo. E una cosa te la dico subito: questo non è un test clinico, e non misura la personalità. Qui scegli, tagli e poi dai un voto alla tua vita. La materia ce la metti tu. Io ci metto il metro.
Hai davanti 36 valori, parole concrete di vita e di lavoro. Ne prendi fino a 10, di pancia, senza pensarci troppo.
Dei 10 ne tieni 5. Questo è il cuore dell'esercizio, ed è il passo che brucia un po'.
Per ognuno dei 5 cerchi un fatto recente che lo dimostri. Un valore senza fatti è uno slogan.
Per ognuno, un voto da 1 a 10: quanto la tua vita delle ultime settimane lo ha onorato, nei fatti. Sotto il 7 si accende una spia.
Il valore col voto peggiore diventa la diagnosi. Dai un nome a cosa te lo impedisce e scegli un'azione piccola da fare entro domani, con data di verifica.
L'esercizio
Trova le parole tue.
Leggi con calma, ma rispondi di pancia: la mano sa già dove andare prima della testa.
Quali di queste parole senti tue? Prendine fino a 10.
Prendine almeno 6, meglio se arrivi a 10. Il taglio del passo dopo funziona solo se costa qualcosa. Per togliere una parola, ricliccala.
E adesso?
Cinque valori in mano. Ora usali.
Un elenco di valori, da solo, resta in un cassetto. Diventa utile quando entra nelle decisioni.
Le fonti
Da dove viene l'esercizio.
Vale la pena ripeterlo: questo esercizio non ha validazione psicometrica e non sostituisce un percorso con un professionista. Il formato e la diagnosi poggiano però su strumenti seri, nati nella ricerca e usati da anni nella pratica.
Shalom Schwartz (1992), teoria dei valori umani di base. Lo studio "Universals in the Content and Structure of Values" ha mappato i valori che ricorrono nelle culture umane. La griglia di 36 parole che trovi qui parte da quella mappa, tradotta in parole concrete.
William R. Miller e colleghi (University of New Mexico, 2001), Personal Values Card Sort. Il formato scegli e stringi viene da qui: un mazzo di carte di valori da ordinare in poche pile, nato nel colloquio motivazionale e rilasciato in pubblico dominio. L'originale è su motivationalinterviewing.org.
Kelly Wilson e colleghi, Valued Living Questionnaire (2002). Il doppio voto viene da qui: quanto conta un valore, e quanto la tua vita recente gli è stata fedele. Il dato utile è la distanza tra i due numeri, la stessa che questo esercizio ti mette davanti al passo dei voti.
Tobias Lundgren e JoAnne Dahl (Università di Uppsala), Bull's Eye Values Survey. Uno strumento ACT che, oltre a misurare quanto vivi vicino ai tuoi valori, ti chiede di dare un nome all'ostacolo e di votare quanto ti blocca. I passi sull'ostacolo e sull'azione vengono da qui. Lo trovi su contextualscience.org.
Geoffrey Cohen e colleghi, studi sul values affirmation. Scrivere una decina di minuti sui propri valori ha mostrato, in studi controllati, effetti misurabili e in certi casi persistenti sul rendimento; altri studi sullo stesso esercizio hanno trovato effetti sulla risposta allo stress. Non è una bacchetta magica e non funziona uguale per tutti. Per questo qui ti chiedo di scrivere fatti veri, non di spuntare caselle.
Hai fatto l'esercizio?
Cinque parole, un caffè.
30 minuti, gratis, davanti a un caffè virtuale. Mi porti la tua classifica, mi dici quale valore è finito sotto il 7, e vediamo insieme la prima mossa.
L'email qui non c'entra niente: l'esercizio è tuo, i tuoi 5 valori pure. Se ti è servito, fai un salto sul sito, prova il test del bivio, leggi il blog e ci sentiamo per un caffè.