Il bonus del libro «Resto o Vado?»
Il Quaderno del Bivio.
Gli strumenti del libro in versione digitale, capitolo per capitolo. Li compili qui, si salvano sul tuo dispositivo e restano tuoi. E in fondo c'è il percorso completo: dieci mosse, dal dubbio alla firma.
Lo trovi nel libro, sulla pagina del Quaderno del Bivio, accanto al codice QR. Spazi e punti non contano.
Non hai ancora il libro?
Il quaderno è il compagno digitale di «Resto o Vado?», il metodo delle 5D per decidere tra il devo e il voglio. Esce ad agosto: puoi prenotarlo in anteprima, a prezzo ridotto, con un bonus.
Benvenuto nel quaderno
Ce l'hai fatta. Ora si lavora.
Qui dentro trovi due cose. Il percorso del bivio, la mappa di tutto il libro in dieci mosse, da fare sul tuo bivio vero. E il kit capitolo per capitolo, con gli strumenti pronti da compilare quando ti servono.
Una raccomandazione, la stessa del libro: non usarli tutti. Davanti a un bivio non ti servono quindici tecniche, te ne servono due o tre. Scegli quelle che parlano al tuo caso di oggi e lascia stare le altre. Usarle tutte insieme è il modo più sicuro per ricreare la paralisi dei quarantasette tipi di pane.
Il Metodo 5D, in cinque righe
Dati. Cosa è vero, al netto delle storie che ti racconti.
Direzione. In che campo ha senso muoverti (non ancora la meta precisa).
Decisione. Quale strada scegli, e quanto ti costa non scegliere.
Destinazione. Il punto preciso, con una data sopra.
Desiderio (la D nascosta). Cosa vuoi davvero, sotto a cosa conviene.
Ogni strumento di questo quaderno serve una di queste cinque D: lo trovi scritto su ogni mossa. Il metodo per intero è su donatodetullio.com/metodo-5d.
Quello che scrivi qui non arriva a me e non arriva a nessuno: vive solo nel browser di questo dispositivo. Per questo in fondo alla pagina trovi il backup: se cambi telefono o computer, porti il quaderno con te. E se pulisci i dati del browser, il quaderno si svuota: scaricalo ogni tanto.
L'esercizio speciale
Il percorso del bivio, in dieci mosse.
È il giro completo del capitolo quindici, sul tuo bivio: le dieci mosse attraversano le cinque D del metodo, una dopo l'altra, fino alla firma. Se hai già compilato gli esercizi nei capitoli, qui ti basta ricopiarli. Scrivi, chiudi, torna quando vuoi: il quaderno tiene il segno.
Filtra.
Prima di tutto, il test delle 72 ore: il dubbio che passa era una giornata storta, il dubbio che resta è un messaggio. E a un bivio ci si presenta riposati.
Se una delle due caselle resta vuota: prima riposa, oppure lascia andare il dubbio e torna tra tre giorni. Il quaderno ti aspetta.
Orientati.
Dieci minuti di scrittura sul tuo valore più importante, senza nemmeno nominare la decisione: stai solo ricordando a te stesso chi decide. Poi le due domande del capitolo otto.
Guarda i fatti.
Una pagina, due colonne. La memoria ti racconta una storia: prima di deciderci sopra, controlla i fatti.
Facoltativo, ma è il dato che pesa di più: i risparmi veri divisi per un mese di spese.
Sotto i tre mesi, fermati: quel bivio non si firma, si rimanda con una data. Prima la benzina, poi la strada. Fai due conti veri con la calcolatrice del quanto reggo.
Il giro non finisce qui. Alla mossa dieci puoi firmare la condizione: un fatto e una data.
Allarga.
Non ti serve sapere dove arrivare: ti serve sapere in che campo giocare. E quasi sempre le opzioni vere sono più di due.
Ora chiudi le due porte ovvie: se non potessi fare né A né B, cosa farei? Almeno tre strade.
Pesa la porta.
Guarda la strada verso cui pendi e chiediti: se tra sei mesi scopro di aver sbagliato, posso tornare indietro? A che prezzo? Quasi tutte le «ultime occasioni» sono porte girevoli travestite.
Decidi.
Hai segnato porta girevole: qui hai finito prima di cominciare. Regola del settanta per cento, una data qui sotto, e avanti alla mossa sette.
Il pre-mortem: vai avanti di un anno e dichiarala morta. Non «potrebbe andare male»: è andata male, è un fallimento conclamato. Scrivi l'autopsia, senza pietà e senza difenderti. Più sei spietato adesso, più sei al sicuro dopo.
Una data vera, vicina, scritta. Senza data, l'analisi ricomincia da capo domani, e tu lo sai.
Fissa la destinazione.
Una frase: campo più punto preciso più scadenza. Se manca la data non è una destinazione, è un augurio.
Poi tre se-allora, il più concreti possibile. Almeno uno dedicato al rischio più grosso del tuo pre-mortem: lui ti ha mostrato dove cadrai, il se-allora mette il materasso esattamente lì sotto.
Scava.
La destinazione è perfetta sulla carta e resta sfocata nel petto? Non sei incontentabile: manca la D nascosta. Se invece la senti già tua, salta questa mossa e vai alla nove.
Poi smaschera la paura più grossa, in tre colonne:
Il trucco da trenta secondi: assegna le due strade a testa e croce e lancia. La moneta non decide niente: mentre è in aria, ascolta cosa speri che esca.
Verifica.
Le decisioni grandi non si delegano, ma non si prendono da soli. Prima di firmare, due controlli.
Proteggi e registra.
Il tuo bivio ha due uscite, e vanno protette in modo diverso.
Due o tre condizioni concrete che, se compaiono, riaprono la decisione. Restare con i segnali scritti è una scelta che si rinnova; restare senza è solo sperare che le cose cambino da sole.
E se la firma non viene? Non hai sbagliato il giro. Anche «non ancora» è una decisione, a una condizione: che abbia un fatto e una data.
La condizione vale quanto una firma. La rileggi a quella data, non prima.
Sei entrato con una riga. Esci con una pagina.
Questo è il tuo percorso, tutto insieme. Scaricalo: è un documento tuo, da rileggere alla data di verifica.
Non esiste la scelta giusta. Esiste la scelta tua, fatta con metodo e sostenuta nel tempo.
E se la firma non viene? Non hai sbagliato il giro. Anche «non ancora» è una decisione, a una condizione: che abbia un fatto e una data. La scrivi alla mossa dieci, al posto della firma secca.
Vuoi rileggere la tua pagina con qualcuno che di bivi se ne intende? Trenta minuti, un caffè, senza impegno.
Il kit, capitolo per capitolo
Gli strumenti del libro, pronti da compilare.
Quindici strumenti, nello stesso ordine dei capitoli. In ogni scheda: lo strumento, la mossa da cinque minuti, la frase da portare a casa e la regola del capitolo. Quelli della Parte III vivono dentro il percorso qui sopra: le loro schede ti portano alla mossa giusta. Tutto quello che scrivi si salva da solo.
Parte I · La vocina
Cap. 1Il test delle 72 ore+
Quando un dubbio ti morde, non fare niente. Scrivi una riga: cosa senti, che giorno è. Aspetta tre notti, vivendo la tua vita normale. Se è sparito, era stanchezza. Se è ancora lì, è un segnale.
Il test delle 72 ore. Quando un dubbio ti morde, scrivi una riga e aspetta tre notti. Se è ancora vivo, è un segnale; se è sparito, era stanchezza. E quella riga non buttarla: ti serve subito, nel prossimo capitolo.
Da portare a casaIl dubbio non è un difetto da zittire. È il segnale che dentro di te due voci non sono d'accordo, e più la scelta è grande, più fa rumore.
Il dubbio che passa era una giornata storta. Il dubbio che resta è un messaggio.
Cap. 2Il conteggio e le tre liste+
Il budget decisionale: conta le tue decisioni per tre giorni, poi dividile in tre liste. Togli dal mucchio tutto quello che puoi: ogni sì a una decisione che non conta è un no a una che conta.
Stasera scegli UNA decisione che si ripete ogni giorno (colazione, vestiti, menù) e trasformala in una regola fissa per una settimana. Quando vuoi la versione completa: conta le decisioni per tre giorni e dividile nelle tre liste.
Da portare a casaIn riserva si decide male, e da dentro non te ne accorgi: ti sembri debole, sei solo scarico. La stanchezza si distingue dal dubbio vero con tre notti di sonno.
Ogni sì a una decisione che non conta è un no a una che conta.
Cap. 3Il primo passo più piccolo possibile+
Prendi la cosa che rimandi perché «non ti senti pronto» e rimpiccioliscila finché la fiducia non serve più. La misura giusta: ti mette un po' a disagio e puoi farla entro domani.
Scrivi il primo passo più piccolo per il tuo bivio (deve metterti un po' a disagio e stare dentro domani) e mettilo in agenda adesso, con un orario.
Da portare a casaIl ragazzo del citofono non ha mai iniziato a credere in sé: ha messo prove in archivio, una alla volta, finché la fiducia è arrivata da sola. Aspettarla prima di agire è aspettare l'archivio di cose che non hai ancora fatto.
La fiducia arriva dopo. Prima si parte.
Cap. 4Il dossier delle prove+
Un posto fisso dove registri ogni risultato come fatto: data e fatto, senza commenti, niente aggettivi, niente «però è stata fortuna». Quando la voce dell'impostore dice che non vali, non discutere: apri il dossier e leggi. E compilalo subito, nel giorno in cui la cosa succede.
La prima voce del dossier, adesso: la data e un fatto di questa settimana, senza commenti. Da oggi si compila il giorno stesso.
Da portare a casaIn vent'anni la voce non ha mai avuto ragione: ha solo cambiato argomento a ogni piano di scala. Il problema non è sentirla, è lasciarle tenere i conti.
Non discutere con la voce: apri il dossier.
Cap. 5Il check-up del serbatoio+
Una volta al mese, cinque voti da 1 a 10. Sopra i 35 punti il serbatoio regge; tra 25 e 35 alleggerisci; sotto i 25 fermati e recupera, prima di decidere qualsiasi cosa grande.
Totale: 25/50 ·
Il check-up, adesso: cinque voti da 1 a 10 e una somma, direttamente su questa pagina. Sotto 25, il bivio aspetta: prima si recupera, poi si decide.
Da portare a casaIl burnout arriva come l'acqua che sale, un centimetro al giorno, e da dentro non te ne accorgi: lo strumento di misura è la parte che si spegne per prima.
Oltre il punto di rottura non si decide. Si recupera.
Cap. 6La regola del 10/10/10+
Come mi sentirò tra 10 minuti, tra 10 mesi, tra 10 anni? A 10 minuti parla l'ego, a 10 anni parlano i valori. Se una scelta ti seduce solo nei primi dieci minuti, è l'ego: e l'ego non ti chiede mai come starai, ti chiede come apparirai.
Il 10/10/10 sul tuo bivio, scritto: come mi sentirò tra dieci minuti, dieci mesi, dieci anni? Se tutto il bello sta nei primi dieci minuti, è l'ego che vota.
Da portare a casaNella stanza delle decisioni ci sono tre voci: il cuore, la mente e un intruso travestito. L'ego si riconosce perché chiede sempre come apparirai, mai come starai.
L'ego non ti chiede mai come starai. Ti chiede come apparirai.
Parte II · La bussola
Cap. 7La bussola dei valori, in tre passi+
Primo passo: i valori agiti. Parti dai fatti, non dalla lista dei valori belli. Le tue ultime cinque decisioni importanti: ognuna, cosa proteggeva?
Secondo passo: le tre spie. Prima di guardare qualsiasi lista, interroga le emozioni: sanno dove stanno i valori.
E il controllo dei fatti che non mente mai: calendario ed estratto conto degli ultimi tre mesi. Dove finiscono il tuo tempo libero e i tuoi soldi liberi? Quelli sono valori agiti, che tu li abbia scelti o no.
Terzo passo: i tuoi quattro. Non dieci: quattro. E per ciascuno una riga operativa: cosa fa, concretamente, una persona che vive questo valore? «Famiglia» non basta: «ceno con i miei figli almeno cinque sere a settimana» è un valore con le gambe.
Ti serve un vocabolario? La lista dei valori è in fondo al libro. E sul sito c'è l'esercizio guidato per trovarli, se vuoi farti accompagnare passo passo.
Prendi UNA decisione recente e scrivi cosa proteggeva. Poi la domanda che brucia: quel valore l'ho scelto io, o era installato di serie?
Da portare a casaI tuoi valori sono ciò che le tue decisioni proteggono, non quello che dici di avere a cuore. E a ogni età ci crediamo la versione definitiva di noi stessi: per questo il navigatore non lo aggiorna nessuno.
I valori vanno aggiornati. Come il navigatore.
Cap. 8Il test degli ottant'anni+
Immagina di avere 80 anni e guarda indietro. Non quale strada fruttava di più: quale ti farà dire «peccato, avrei voluto provarci»? Non stai scegliendo tra due strade, ma tra due versioni di te.
Le due righe, scritte: se scelgo A divento uno che… se scelgo B divento uno che… Poi la domanda: quale dei due mi piace?
Da portare a casaSotto le opzioni ci sono identità. E il te del futuro, per il cervello, è quasi un estraneo: per questo gli scarichiamo addosso le scelte comode di oggi.
Non stai scegliendo tra due strade, ma tra due versioni di te.
Parte III · Il metodo: le 5 D
Cap. 9Dati · la pagina dei fatti e il diario+
Cosa è vero, al netto delle storie che ti racconti. La pagina dei fatti la compili nella mossa tre del percorso. E il diario delle decisioni, lo strumento che Kahneman raccomandava più di ogni altro, ce l'hai già sul sito, con salvataggio e rilettura alla data di verifica: aprilo qui.
Le tre domande da tenere in tasca, prima ancora del quaderno: sto ricordando o sto immaginando? Questa cosa che sento è arrivata in meno di tre secondi? E com'è andata, nei fatti, a due o tre persone che hanno già preso questa strada?
La prima pagina del diario, adesso, sul tuo bivio: cosa decido, perché davvero, cosa mi aspetto, come mi sento. Rileggila tra sei mesi: è l'unico specchio onesto che hai.
Da portare a casaLa memoria non è un archivio, è un regista: taglia i graffi e alza i colori, sul passato che rimpiangi come sul futuro che sogni. I fatti vanno scovati apposta, scrivendoli.
La memoria ti racconta una storia. Prima di deciderci sopra, controlla i fatti.
Cap. 10Direzione · il campo e le opzioni nascoste+
La direzione in una frase che esclude qualcosa, e poi la domanda che apre il bivio finto: se non potessi fare né A né B, cosa farei? Li compili nella mossa quattro del percorso.
La domanda degli Heath sul tuo bivio: se non potessi fare né A né B, cosa farei? Scrivi almeno una strada C, adesso.
Da portare a casa«Resto o vado» è quasi sempre un bivio finto: sette decisori su dieci guardano una sola opzione, e falliscono il doppio. Non ti serve la meta precisa: ti serve il campo, e il campo si riconosce da cosa esclude.
Non ti serve sapere dove arrivare. Ti serve sapere in che campo giocare.
Cap. 11Decisione · la porta, il pre-mortem e il 70%+
Pesa la porta: se gira, decidi col 70% e una data. Se è a senso unico, pre-mortem: dichiarala morta tra un anno e scrivi l'autopsia. Sono le mosse cinque e sei del percorso.
Pesa la porta del tuo bivio: se tra sei mesi scopro di aver sbagliato, posso tornare indietro? A che prezzo? Se gira, ti basta il 70% e una data. Se è a senso unico, pre-mortem.
Da portare a casaA un certo punto analizzare paralizza, e non decidere è già una decisione presa dalla paura. Ma quasi tutte le porte sono girevoli travestite da ultima occasione: e ventimila indecisi veri, sei mesi dopo aver cambiato, erano più felici.
Non decidere è già una decisione. Assicurati di prenderla tu.
Cap. 12Destinazione · la formula e i tre se-allora+
Campo più punto preciso più scadenza, e tre se-allora con il materasso sotto il rischio più grosso. È la mossa sette del percorso.
Compila la formula sul tuo bivio: dentro il campo…, faccio…, entro il… Più un se-allora sul rischio più grosso del tuo pre-mortem.
Da portare a casaUna scelta, da sola, è ancora un'intenzione, e le intenzioni muoiono a febbraio. La destinazione è il punto preciso con una data sopra.
Un sogno senza una data è solo un augurio. Mettici la data.
Cap. 13Desiderio · la mappa delle paure e la moneta+
Per quando la destinazione è perfetta sulla carta e non ti convince: smaschera la paura, togli il pubblico, e lancia la moneta che non decide. È la mossa otto del percorso, moneta compresa.
La moneta che non decide: testa e croce sulle due strade del tuo bivio, lanciala, e ascolta cosa speri mentre è in aria. Quella è la risposta del desiderio.
Da portare a casaQuando tutto è in regola sulla carta e tu resti spento, non sei incontentabile: manca la D nascosta. E la paura che la copre bara: sovrastimiamo il dolore degli scenari peggiori, per intensità e durata.
I dati ti dicono cosa conviene. Solo il desiderio ti dice cosa vuoi.
Parte IV · La vita che costruisci
Cap. 14Il consiglio dei saggi e la domanda dell'amico+
Cosa consiglierei al mio migliore amico al posto mio? E i 3-5 saggi, scelti per valori e ruolo: servono a farti vedere meglio, non a votare al posto tuo. Li trovi nella mossa nove del percorso.
La domanda dell'amico, per iscritto: cosa consiglierei al mio migliore amico se fosse esattamente al posto mio, davanti al mio bivio? Poi i nomi dei tuoi tre saggi.
Da portare a casaEsistono due solitudini: quella dei chilometri e quella, più infida, dei contatti senza legami. E da soli si decide male: siamo saggi sui problemi degli altri e ciechi sui nostri.
Le decisioni grandi non si delegano, ma non si prendono da soli.
Cap. 15Il giro completo e i segnali d'uscita+
Il giro completo in dieci mosse è il percorso qui sopra: la mappa di tutto il libro. E se scegli di restare, i segnali d'uscita con la data di verifica sono nella mossa dieci: restare a occhi aperti è costruire.
Il giro in dieci mosse sul tuo bivio: le prime quattro le hai già scritte nei capitoli, ricopiale. E se resti, i segnali d'uscita con la data di verifica.
Da portare a casaOgni bivio cambia faccia ma non cambia natura: lo stesso giro li attraversa tutti. Il pane perfetto non esiste: chi lo pretende muore di fame davanti allo scaffale, chi prende quello buono mangia e impara.
Non esiste la scelta giusta. Esiste la scelta tua, fatta con metodo e sostenuta nel tempo.
Il quaderno è tuo
Scaricalo, portalo con te.
Tutto quello che hai scritto vive solo su questo dispositivo. Da qui puoi scaricarlo come documento da rileggere e stampare, o fare un backup per spostarlo su un altro dispositivo.
Dal libro, e il libro li ha presi da dove vengono: il pre-mortem da Gary Klein, i se-allora dagli studi di Peter Gollwitzer, il diario delle decisioni dalla raccomandazione di Daniel Kahneman, la moneta dall'esperimento di Steven Levitt, il 10/10/10 da Suzy Welch, il lavoro sui valori deve molto a Luca Mazzucchelli. L'ordine, il giro e il metodo sono di Donato, costruiti nei suoi bivi, uno sbaglio alla volta. Le righe oneste restano: questi non sono strumenti clinici. Se quello che ti blocca non è una fatica decisionale ma un dolore più profondo, la mossa giusta è un professionista della salute mentale.