Il quaderno delle scelte che pesano
Il diario delle decisioni.
Quando una decisione va male, la memoria ti assolve con un «in fondo lo sapevo». Quando va bene, ti promuove a veggente. Il diario blocca questo trucco. Prima di decidere scrivi cosa scegli, quali alternative hai scartato e cosa ti aspetti, con tanto di probabilità in percentuale. Sei mesi dopo rileggi e scopri come decidi davvero. È il quaderno che Kahneman consigliava a chi voleva decidere meglio. Dieci minuti a voce, niente email, niente account.
Perché funziona
Scrivi prima, giudica dopo.
Facciamo un esempio. Sei mesi fa hai detto no a un posto fisso per tenerti il tuo progetto. Poi un cliente grosso è sparito e l'anno si è chiuso male. Oggi la memoria ti giura che «i segnali c'erano tutti». Non è vero. Quel giorno avevi altri numeri davanti, e col senno di poi la testa li riscrive. Gli studiosi lo chiamano hindsight bias. Il diario lo batte in un modo solo: congela quello che sapevi davvero, con la tua firma e la data.
La probabilità scritta oggi è il dato che domani non potrai truccare. Se firmi un «70%» e poi va storta, non potrai raccontarti che in fondo avevi dubbi. E voce dopo voce quei numeri ti dicono quanto vale la tua sicurezza, cosa che senza numeri non scopri mai. Per lo stesso motivo ti chiedo come stai mentre firmi: lo stato in cui firmi finisce dentro la decisione, e per vederlo bisogna averlo scritto.
Due regole perché duri. Scrivi con parole così semplici che le capirebbe un bambino di 8 anni. Se ti serve un giro di frase difficile, la decisione non l'hai ancora capita. E riserva il diario alle scelte che pesano, perché se lo apri per tutto lo abbandoni in una settimana. Il valore vero arriva dopo quattro o cinque schede riviste: lì vedi i tuoi schemi, dove ti sopravvaluti, in che stato d'animo firmi le decisioni peggiori.
Nuova voce
La decisione che hai davanti.
Compila prima di decidere, o al massimo il giorno stesso. Scrivi come parli: il diario è tuo, nessuno lo legge. E riservalo alle decisioni che pesano.
Tutto resta sul tuo dispositivo. Niente account, niente email, niente cloud. Occhio però: se cancelli i dati del browser, il diario si svuota. Ogni tanto usa Copia o Scarica il PDF per mettere al sicuro le voci importanti. Il PDF è un documento tuo, impaginato e stampabile, e quella copia nessuno può togliertela.
Il tuo diario
Le mie decisioni.
Le voci salvate su questo dispositivo, in ordine di data di verifica.
Le fonti
Da dove viene questo esercizio.
Michael Mauboussin, che studia le decisioni degli investitori da trent'anni, fece a Daniel Kahneman, premio Nobel e padre degli studi sui bias cognitivi, una domanda sola: qual è la singola cosa da fare per decidere meglio? La risposta fu di andare in cartoleria, comprare un quaderno e tracciare le proprie decisioni. Non un corso, non un software. Un quaderno. Questo esercizio è quel quaderno.
La struttura della scheda segue il decision journal di Farnam Street: la decisione e la situazione, le alternative considerate seriamente e perché scartate, cosa ti aspetti con una probabilità in percentuale, lo stato fisico ed emotivo al momento della firma, la data di revisione. Le versioni annacquate saltano proprio i pezzi che fanno la differenza, cioè le alternative, i numeri e il corpo.
Al tavolo da poker succede ogni sera. Giochi la mano nel modo giusto, l'avversario pesca l'unica carta che lo salva, e il piatto va a lui. La mano era giocata bene lo stesso. Annie Duke, ex professionista di poker e autrice di Thinking in Bets, ha dato un nome all'errore di chi la giudica dal piatto: resulting, giudicare una decisione dall'esito. Una buona decisione può finire male, e una pessima può finire bene. Per questo la revisione qui fa due domande separate, com'è andata rispetto al previsto e se il processo era buono a prescindere. Il senno di poi (hindsight bias) farebbe il resto, riscrivendo quello che «sapevi già». Il diario lo batte perché congela quello che sapevi davvero.
Questo non è uno strumento clinico, è un quaderno con le domande giuste. Se una decisione ti sta schiacciando, parlarne con un professionista vale più di qualunque diario.
E adesso?
Il diario è l'inizio. Poi c'è il metodo.
Il diario è la D di Dati del mio metodo, applicata a te stesso: i fatti su come decidi, messi per iscritto prima che la memoria li sistemi a modo suo.
Chi te lo propone
Dr. Donato De Tullio. Da oltre dieci anni gestisco progetti in grandi multinazionali europee, e di decisioni ne firmo ogni settimana: il diario è il modo in cui ho smesso di raccontarmele dopo. Oggi gestisco 8 centri logistici in Europa. Trovi tutto sul mio LinkedIn.
In parallelo al mio lavoro da manager, aiuto chi ha un progetto a decidere e a muoversi, con il Metodo delle 5 D. Se vuoi un partner fisso al tuo fianco, c'è Decision Lab, il percorso di decision-making a tu per tu.
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Rileggiamole insieme.
30 minuti, gratis, davanti a un caffè virtuale. Mi racconti la decisione che hai nel diario e vediamo insieme cosa dicono le tue voci.
Ho smesso di chiedere email in cambio di risorse: il diario è tuo, le voci pure, e restano sul tuo dispositivo senza lasciare contatti. Se ti è servito, prova gli altri esercizi pratici, esplora il blog, sfoglia il libro Resto o Vado? e ci sentiamo per un caffè.