Domande frequenti su coaching, workshop e Decision Lab.
Prima i dubbi che fermano di più, poi chi sono, come si lavora e cosa faccio con aziende e università. Se la tua domanda manca, me la fai al caffè.
I dubbi che fermano di più.
Ho già letto libri e fatto corsi. In cosa è diverso da un corso o da un altro coach?
In quasi una sessione su due, chi lavora con me dice la stessa frase: «ho studiato tanto, ma non riesco ad applicarlo». Un corso ti dà altra teoria e poi ti lascia da solo. Qui si lavora sul tuo caso, con una scadenza vera e qualcuno che a ogni sessione guarda con te se è successo.
Perché dovrei fidarmi di te? Che esperienza hai?
Puoi controllare tutto. Il dottorato in chimica l'ho fatto dentro Merck e le pubblicazioni sono su Google Scholar. Poi più di dieci anni in multinazionali europee, dal magazzino fino alla logistica di otto centri tra DACH e Benelux, in Essity, dove lavoro ancora. E c'è una garanzia: due sessioni, soddisfatti o rimborsati.
Non ho tempo: riuscirò a starci dietro?
Nelle mie sessioni il tempo che manca torna in più di una su due. Tra chi ha scelto un percorso, però, scende a circa una su cinque. Si lavora un passo alla volta, con una data accanto, e ogni sessione serve anche a decidere cosa lasciare perdere.
Quanto costa?
Dipende dal percorso, e lo vediamo al caffè su quello che ti serve davvero. La garanzia invece te la dico subito: due sessioni, soddisfatti o rimborsati. E fai anche l'altro conto, quanto ti costa restare fermo un altro anno.
Mi serve marketing o più clienti, non un coach.
Capita di pensarlo. Ma se non hai deciso a chi parli, cosa offri e cosa lasci perdere, ogni tattica dura poco. Partiamo da quelle decisioni, e dopo anche il marketing ha qualcosa da dire.
E se con i numeri o l'organizzazione non me la cavo?
Non serve saperlo già fare. La struttura la costruiamo insieme, con strumenti semplici e i tuoi dati veri.
E se mi blocco durante il percorso?
Succede, ed è previsto. Ci fermiamo e capiamo insieme cosa ti blocca, perché è proprio in quei momenti che serve qualcuno accanto.
Chi sono e cosa faccio.
Chi è Donato De Tullio?
Donato De Tullio è un business e communication coach italiano, in Germania dal 2014. Ha fatto il dottorato in chimica dentro Merck e poi più di dieci anni in multinazionali europee come Decathlon, IKEA ed Essity, partendo dal magazzino: progetti in 6 paesi e più di 500 persone guidate. Accompagna chi è bravo nel suo mestiere e non vede i risultati che merita, cioè ricercatori, startup e spin-off, chi guida team tecnici, professionisti che lavorano all'estero. Il lavoro va in tre passi. Si sceglie cosa conta, lo si fa capire a chi decide, lo si fa succedere con una scadenza vera. Nel 2026 ha tenuto speech e workshop alla Merck Innovation Cup e a BioMed X, è partner di Curious Future Insight 2027 ed è l'autore di «Resto o Vado?».
Cosa significa decision-making e di cosa ti occupi?
Decision-making vuol dire decidere con un metodo, sui fatti e su quello che conta per te, invece che sull'ansia del momento. Nel mio lavoro è il primo passo, scegliere cosa conta. Poi lo facciamo capire a chi decide e lo facciamo succedere con una scadenza.
Sei un coach o un consulente?
Un po' tutti e due. Il coaching lavora su come pensi e su come ti vedi, la consulenza su numeri e struttura. La risposta non te la do dall'alto: decidiamo insieme, sui tuoi dati veri.
Con chi lavori?
Con chi è bravo nel suo lavoro e non vede i risultati che merita. Startup e spin-off che devono raccogliere fondi, chi guida un team tecnico o è appena passato da esperto a capo, dottorandi e ricercatori, ingegneri, specialisti, freelance e consulenti tecnici che devono convincere chi decide. Vale per chi ha un'attività sua e per chi fa carriera in azienda. Se il tuo caso non c'è, scrivimi lo stesso.
Come mi aiuti a decidere? Qual è il metodo?
Con il Metodo delle 5 D, lo stesso del mio libro «Resto o Vado?»: Dati, Direzione, Decisione, Destinazione e Desiderio. Si parte dai fatti, si sceglie il campo, si decide con un criterio tuo e si fissa una data. È un giro che puoi rifare su ogni bivio.
Come funziona.
Cos'è il caffè (30 min)?
Una chiamata online di 30 minuti, gratuita e senza impegno, per capire se ha senso lavorare insieme. Spesso ne esci già con una cosa messa a fuoco. Se preferisci scrivere, mi trovi su WhatsApp o puoi mandarmi una email.
Come funziona il percorso Decision Lab?
Decision Lab è il percorso di tre mesi, a tu per tu, per far succedere quello che hai deciso. Una scadenza vera, una sessione ogni due settimane e alla fine la retrospettiva, con i dati alla mano.
Quando vedo i primi risultati?
Spesso già dal primo incontro esci con una mossa chiara. Il cambiamento vero arriva dopo, una scadenza alla volta, e alla retrospettiva lo misuri.
I percorsi sono online o in presenza? In che lingue lavori?
I percorsi sono online. Workshop ed eventi li faccio dal vivo, come «Resto o Vado?» a Heidelberg. Lavoro in italiano, inglese e tedesco.
Per aziende e università.
Lavori anche con le aziende?
Sì, con workshop in azienda e in università e con percorsi per chi guida un team. Ho passato più di dieci anni in multinazionali europee, quindi il linguaggio delle aziende lo conosco bene. Per parlarne puoi prenotare una call di 30 minuti.
Fai workshop di public speaking in azienda?
Sì. Tutti salgono sul palco e lavorano sui loro discorsi veri, con una sessione individuale a testa. Al workshop per il team VPE di BioMed X, a Heidelberg, un partecipante ha scritto nel modulo di feedback: «sono un introverso, eppure ho imparato che sono capace di tenere un buon discorso». Si fa in italiano, inglese o tedesco, e i dettagli sono sulla pagina del workshop di public speaking.
Quali workshop offri oltre al public speaking?
Altri due formati. Il workshop di innovazione serve a far uscire le idee dal team e trasformarle in decisioni, la retrospettiva a guardare i dati di un progetto e decidere cosa cambiare. Formato, durata e lingua si costruiscono sul caso.
Lavori con università, dottorandi e ricercatori?
Sì. I workshop per dottorandi, post-doc e gruppi di ricerca si fanno nell'istituto, sul lavoro vero dei partecipanti. Nel 2026 li ho portati alla Merck Innovation Cup e a BioMed X, a Heidelberg.
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