La risposta breve: i dati non si presentano, si usano per far prendere una decisione. Quattro regole: un numero guida per slide, ogni numero accanto a un confronto che gli dà un significato, titoli che affermano una tesi invece di annunciare un argomento, e la domanda «e quindi?» fatta a ogni grafico prima di mostrarlo. Se un grafico non la supera, va in appendice.
Quarta slide. Tu stai spiegando la metodologia, e la persona che deve approvare il budget guarda il telefono.
Non perché i tuoi dati siano noiosi. Perché non le hai ancora detto cosa dovrebbe farci.
L'errore di fondo: presentare il lavoro invece della decisione
Chi ha faticato settimane su un'analisi vuole mostrare la fatica: tutti i dati, tutti i passaggi, tutte le eccezioni considerate. È comprensibile. Ed è l'errore.
La sala non paga la fatica. La sala vuole sapere una cosa sola: cosa cambia adesso, e cosa deve decidere.
Il novanta per cento del tuo lavoro serve a te per essere sicuro del risultato. Alla sala serve il dieci per cento: il risultato e la scelta che apre.
Regola 1: un numero guida per slide
Una slide con dodici numeri è una slide con zero numeri: l'occhio non sa dove andare e non va da nessuna parte.
Scegli il numero che regge la tua tesi e dagli tutta la slide. Grande, da solo, con una riga di contesto. Gli altri numeri esistono ancora: stanno in appendice, pronti per le domande.
Semplice. Come piace a me.
Regola 2: un numero da solo non dice niente
«Il churn è al 4%.» E quindi? È tanto? È poco? Sta salendo?
Un numero prende significato solo accanto a un confronto: rispetto a prima, rispetto all'obiettivo, rispetto a cosa costa non fare niente.
«Il churn è raddoppiato in tre mesi. Se non interveniamo, sono clienti per quarantamila euro l'anno che escono dalla porta.»
Stesso dato. Ma adesso la sala sente il tempo che passa, e i soldi che se ne vanno. I confronti più forti sono tre: ieri contro oggi, oggi contro l'obiettivo, e il costo dell'attesa.
Regola 3: il titolo è la tesi, non l'argomento
«Analisi vendite Q3» non è un titolo: è un'etichetta. Chi la legge non sa ancora niente.
Il titolo deve affermare quello che la slide dimostra:
«Q3: vendiamo di più, ma a chi ci paga di meno.»
C'è anche un test, ed è il modo più veloce per revisionare una presentazione intera: leggi solo i titoli, uno dopo l'altro, ad alta voce. Se raccontano una storia che sta in piedi da sola, la presentazione funziona. Se sembrano l'indice di un manuale, hai scritto un manuale.
Regola 4: chiedi «e quindi?» a ogni grafico
Prima di mostrare un grafico, fagli la domanda: e quindi? Cosa deve pensare o fare la sala dopo averlo visto?
Se la risposta è «niente, ma è interessante», il grafico va in appendice. Se la risposta non c'è proprio, il grafico va cancellato. Ogni grafico che non lavora per la decisione lavora contro: consuma attenzione, e l'attenzione è il budget vero di ogni riunione.
Chiudi con la scelta, non con «domande?»
L'ultima slide di quasi tutte le presentazioni tecniche è un «Grazie, domande?». È un'occasione buttata.
Chiudi con la decisione che chiedi: due opzioni, i numeri accanto, e la tua raccomandazione dichiarata. Chi decide vuole decidere, non ricominciare l'analisi da capo. E se la tua raccomandazione viene bocciata, hai comunque una risposta, che vale più di un rinvio.
La prova sul campo
Lavoro con ricercatori che devono spiegare a una giuria, in pochi minuti, progetti su cui hanno passato anni: modelli che simulano farmaci, sensori, materiali. La materia più difficile da semplificare che esista. La differenza tra chi passa e chi no non è quasi mai la qualità della ricerca: è chi ha trasformato i dati in una storia con una richiesta chiara in fondo.
Vale per un pitch da un milione di euro e vale per la riunione di giovedì.
Lo strumento da 5 minuti
Prendi l'ultima presentazione che hai fatto e leggi solo i titoli, ad alta voce, uno dopo l'altro.
- Se raccontano una storia: tienila come modello.
- Se sono etichette («Contesto», «Analisi», «Dati»): riscrivili come affermazioni, una tesi per titolo.
- Poi chiedi «e quindi?» a ogni grafico, e sposta in appendice tutto quello che non risponde.
La prossima presentazione la costruisci al contrario: prima la decisione finale, poi i titoli, e solo alla fine i grafici che servono a reggerli.
LA REGOLA. Un grafico che non cambia una decisione è un grafico di troppo.