La risposta breve: Fare tutto da soli all'inizio è normale. Quando diventa una regola, è la causa più comune dello stallo: le ore se ne vanno su sito, grafica e conti, e resta poco per la cosa che porta clienti. Farsi aiutare su quello che non è il tuo mestiere è il modo per dare una direzione al tempo che hai.

Sono le undici di sera. Hai passato due ore a cambiare il carattere del sito, poi il colore dei bottoni, poi di nuovo il carattere. Prima avevi sistemato le fatture del mese e risposto a una mail della banca. Adesso sei stanco e soddisfatto, perché hai fatto un sacco di cose.

Nessuna di quelle cose ti ha portato un cliente.

Perché chi lavora in proprio vuole fare tutto da solo?

Per tre ragioni buone e una meno buona. Quelle buone le conosci: costa meno, lo sai fare, e nessuno capisce il tuo lavoro come te. Sono vere, e vengono da una qualità che hai davvero. Sei una persona precisa, che non si accontenta.

La ragione meno buona è che le cose tecniche danno soddisfazione subito. Il sito che si aggiorna, la cartella in ordine, il foglio di calcolo con le formule giuste. Inizi, finisci, vedi il risultato. Telefonare a un possibile cliente o scrivere la proposta che ti espone al no dà molta meno soddisfazione, e molto più tardi.

Il «me lo faccio io» ha l'aria del rigore. Spesso è il modo più rispettabile che abbiamo per rimandare la parte che fa paura. Nessuno ti può rimproverare se stai lavorando sodo sulla contabilità.

Il bello è che funziona anche con te stesso. A fine giornata guardi la lista delle cose fatte, è lunga, e ti senti in pace. Solo a fine mese, quando guardi le entrate, ti accorgi che la lista lunga non si è trasformata in niente. A quel punto la tentazione è lavorare ancora di più, sulle stesse cose.

Quanto costa davvero fare tutto da soli?

Qui conviene fare un conto, perché le sensazioni ingannano. In economia c'è un principio vecchio di due secoli, quello del vantaggio comparato di Ricardo. Applicato al tuo tempo dice una cosa semplice. Ti conviene lasciare un lavoro a qualcun altro anche se tu lo faresti meglio, purché l'ora che liberi valga di più di quella differenza.

Prendi una cosa sola, per esempio i messaggi e le prenotazioni. Se ci passi cinque ore a settimana, in un anno sono circa duecentocinquanta ore. È come chiudere l'attività per più di un mese e mezzo. Anche se chi ti aiuta risponde un po' peggio di te, la domanda vera è cosa faresti tu con quelle ore.

Il conto onesto lo trovi in Quanto guadagni davvero in un'ora di lavoro. Molti scoprono che la loro ora vale meno di quanto pensano proprio perché metà delle ore lavorate non le paga nessuno.

Te lo dico da uno che ci è passato. Ho avuto mesi in cui sistemavo il sito e il blog con una cura maniacale, senza avere ancora un prodotto chiaro né sapere bene a chi parlavo. Il sito era bellissimo. I risultati non arrivavano, e non potevano arrivare.

Cosa conviene delegare per primo?

Prima di decidere, guarda la settimana com'è andata davvero. Prendi l'agenda dei sette giorni passati e accanto a ogni blocco scrivi una lettera. M se era il tuo mestiere, quello per cui ti pagano. C se serviva a trovare clienti. A per tutto il resto. Quasi tutti scoprono che la A è la lettera più frequente e la C la più rara, ed è una scoperta che brucia un po'.

Fra le A, il primo candidato è quello che soddisfa tre condizioni insieme. Lo fai spesso, non è il motivo per cui i clienti ti scelgono, e un'altra persona lo può imparare in poche settimane. Contabilità, grafica, montaggio dei video, gestione dell'agenda, aggiornamenti tecnici del sito. Raramente la cosa da lasciare è il rapporto col cliente, che di solito è proprio il tuo mestiere.

C'è un dettaglio che quasi nessuno ti dice. Il primo mese andrà peggio. Chi ti aiuta farà le cose in un modo diverso dal tuo, più lento, con qualche errore. Il peggioramento lo vedi subito e il beneficio arriva dopo, ed è qui che quasi tutti si riprendono il compito alla seconda settimana.

La frase che salva la delega va detta prima di iniziare, a te stesso. «Per due mesi andrà peggio di come lo farei io, e va bene così.» Scrivila sul foglio dove annoti cosa hai lasciato e a chi. Se vuoi un metodo più ordinato per scegliere, l'ho raccolto in Delegare: come decidere cosa toglierti di dosso.

E un'altra cosa. Lascia a chi ti aiuta il risultato, non le istruzioni passo per passo. «Nessuna fattura deve restare aperta oltre fine mese» libera la tua testa. «Fai come ti ho detto» la tiene occupata uguale.

Farsi aiutare vuol dire non essere capaci?

Vuol dire aver capito dove sei capace. Le persone brave nel loro mestiere tendono a credere che essere brave in una cosa le obblighi a esserlo in tutto. È un pensiero generoso verso gli altri e severissimo verso sé stessi.

Pensa alla prima volta che hai guidato. Le mani, gli specchietti, la frizione, il piede sul freno, tutto insieme, e la testa che scoppiava. Lavorare da soli all'inizio è uguale, perché fai vendite, comunicazione, amministrazione e mestiere nello stesso giorno. Con la pratica alcune cose diventano automatiche. Altre conviene proprio lasciarle a chi le guida meglio di te.

Vale anche per le decisioni. Chi lavora da solo spesso non delega nemmeno il pensiero: decide tutto in testa, la sera, senza nessuno con cui verificare. Avere una persona accanto, anche solo per mettere in fila le scelte, è una forma di delega. La più difficile da chiedere, e spesso quella che sblocca le altre.

Se ti riconosci in queste righe e non sai da quale compito iniziare, ne possiamo parlare in mezz'ora davanti a un caffè. Porti la lista delle cose che fai ogni settimana, e ne esci con la prima da lasciare andare.

La tua ora migliore merita il lavoro migliore.

Domande frequenti

Come capisco se sto facendo troppe cose da solo?

Un segnale semplice è guardare la settimana passata e contare le ore spese sul tuo mestiere vero, quello per cui i clienti ti pagano, rispetto a tutto il resto. Se il resto supera la metà, e soprattutto se le attività che portano clienti finiscono sempre in fondo alla lista, stai facendo troppo da solo.

Delegare costa troppo quando si guadagna poco?

Dipende da cosa fai con l'ora liberata. Se la usi per vedere un cliente in più o per scrivere la proposta che rimandi da mesi, la delega si ripaga presto. Puoi iniziare in piccolo, con un compito solo e poche ore al mese, e misurare dopo tre mesi se il tempo liberato ha prodotto lavoro pagato.

Cosa non bisognerebbe mai delegare?

In genere il rapporto con il cliente e il cuore del tuo mestiere, cioè quello per cui le persone scelgono proprio te. Anche le decisioni sulla direzione dell'attività restano tue, anche se puoi farti affiancare per prenderle. Tutto ciò che è ripetitivo, tecnico e insegnabile in poche settimane è un buon candidato per essere lasciato.

Perché quando delego le cose vanno peggio?

Perché all'inizio è inevitabile: chi ti aiuta deve imparare, e farà le cose diversamente da te. Il peggioramento si vede subito, il beneficio arriva dopo qualche settimana. Conviene metterlo in conto prima di iniziare, darsi almeno due mesi e dare a chi ti aiuta un risultato chiaro da raggiungere invece di istruzioni dettagliate da seguire.