La risposta breve: È difficile perché tra pari vendere sembra chiedere un favore, e chiedere un favore sembra rovinare il rapporto. In realtà, se quello che fai funziona, stai offrendo una cosa utile. Vendere vuol dire dire a chi ha un problema che la soluzione esiste. Il torto vero è tacerla.
Pausa caffè a un convegno. Una collega che conosci da anni ti racconta il suo problema. Ne parla per dieci minuti, con quella faccia di chi ci perde il sonno. Tu lo conosci bene, quel problema. Lo risolvi di mestiere, per altri, tutte le settimane.
E cosa fai? Le dai un paio di consigli al volo, annuisci, cambi discorso. Poi torni in sala e ti senti stranamente in colpa, senza sapere bene perché.
Il motivo è semplice. Avevi in tasca la cosa che le serviva e non gliel'hai detto.
Perché ho paura di vendere a chi mi conosce?
Perché con un estraneo vendere sembra un mestiere, con un collega sembra un'ammissione. Ti sembra di dire «ho bisogno di soldi», o peggio «adesso ti tratto come un portafoglio». Tra pari c'è una regola non scritta per cui le cose si fanno gratis, per amicizia, per stima. Mettere un prezzo in mezzo pare una rottura del patto.
C'è anche una paura più sottile, che riguarda le persone brave. Chi conosce bene il proprio lavoro sa anche quanto è difficile, e teme che proporlo voglia dire promettere un risultato. Allora preferisce stare zitto. Se non lo propongo, non posso deludere nessuno.
Sembra prudenza. In pratica è un modo elegante per non esporsi.
A sedici anni io mi vergognavo di parlare al citofono. Ordinare una focaccia al bancone mi faceva tremare le gambe. Quando ho cominciato a farlo, recitando la parte di uno sicuro di sé, è successa una cosa che non mi aspettavo. Le persone mi ascoltavano, mi rispondevano e mi davano quello che chiedevo. Nessuno mi ha mai fatto notare la voce tremolante. La paura che avevo nella testa era molto più grande di quello che succedeva al bancone.
Con la vendita funziona uguale. Il rifiuto che immagini è quasi sempre più duro di quello che ricevi.
Proporre i propri servizi a colleghi e amici rovina il rapporto?
Lo rovina il modo, quasi mai la proposta.
Rovina il rapporto la telefonata che finge di essere un saluto e poi diventa una presentazione. Lo rovina la richiesta insistita dopo un no, o il messaggio copiato e incollato a tutta la rubrica. Sono cose che senti finte, e le sente finte anche l'altro.
Una proposta chiara, fatta a chi ha appena raccontato quel problema, il rapporto lo rafforza. Dice all'altra persona che l'hai ascoltata davvero, e che la prendi abbastanza sul serio da offrirle la tua parte migliore invece di un consiglio di cortesia.
Pensa al contrario. Fra sei mesi la tua collega risolve il problema con qualcun altro, magari meno bravo di te. Poi scopre che tu fai esattamente quello. Cosa pensa? Probabilmente si chiede perché non gliel'hai detto.
Cosa vuol dire vendere, per chi è bravo nel suo lavoro?
Vuol dire informare. Una persona ha un problema, tu sai che esiste un modo per risolverlo, e glielo fai sapere con chiarezza. Le dici cosa fai e come si comincia. Poi la decisione è sua.
Tutto il resto, la pressione, l'urgenza finta, lo sconto che scade a mezzanotte, appartiene a un altro mestiere. Tu non ne hai bisogno. Se quello che fai funziona, ti basta che si sappia.
E qui arriva la parte scomoda. Se il tuo lavoro risolve davvero quel problema, tacerlo a chi ce l'ha non è un gesto di rispetto. Lo lasci da solo con una cosa che potresti aiutarlo a sistemare. Il rispetto vero è dargli l'informazione intera e lasciarlo libero di dire no.
Pensa a quante ore migliori regali ogni anno a colleghi e amici, per gentilezza. Di solito finisce così. Tu stanco, gli altri con mezzo aiuto. Il consiglio gratis al volo raramente cambia le cose. Il lavoro fatto bene, con il suo tempo e il suo prezzo, sì.
Come proporre un servizio senza sentirsi invadenti?
Separando il consiglio dal servizio. Al convegno il consiglio puoi darlo, ci mancherebbe. Poi, invece di cambiare discorso, aggiungi una frase sola. Qualcosa come «questa cosa la faccio di mestiere, se ti va ti racconto come lavoro, altrimenti va benissimo così».
È una frase che chiunque può dire senza arrossire. Dice cosa fai e lascia la porta aperta. Se l'altra persona è interessata te lo dirà. Se non lo è, il rapporto resta esattamente com'era.
E se dice no? Succede, ed è un'informazione e basta, nessuna sentenza su di te. Magari non è il momento, magari ha già qualcuno, magari il problema non le pesa abbastanza da metterci dei soldi. Tu ringrazi e torni a parlare del convegno. La settimana dopo vi salutate come sempre. Quello che temevi, il gelo, l'imbarazzo, la collega che ti evita alla macchinetta, quasi sempre non arriva. Arriva invece una cosa che non ti aspetti. Mesi dopo qualcuno ti scrive «mi ha parlato di te una collega, dice che fai proprio questo».
Due accorgimenti la rendono più facile. Il primo è avere il servizio già chiaro prima di parlarne, con un nome, una durata, un modo per cominciare. Chi improvvisa la proposta sul momento finisce per svendersi. Su questo ti aiuta Come fare un listino prezzi che sta in piedi. Il secondo è dirla una volta sola. Dopo, se vuole, ti cerca lei.
Il nemico vero è l'abitudine di stare zitto che ti porti dietro da anni, e che ti fa sembrare educato mentre ti rende invisibile proprio alle persone che ti stimano di più.
Se ti riconosci nella scena del convegno, e ogni volta torni in sala con quella sensazione strana, parliamone davanti a un caffè. Trenta minuti per capire cosa ti blocca e come dirlo con parole tue.
Domande frequenti
Come si supera la paura di vendere?
Cambiando la definizione di vendere. Se la vedi come convincere qualcuno a comprare, ti sembrerà sempre una forzatura. Se la vedi come informare chi ha un problema che esiste una soluzione, diventa una cosa che puoi fare a testa alta. Aiuta molto avere il servizio già definito prima di parlarne, così non improvvisi.
È sbagliato vendere i propri servizi ad amici e colleghi?
No, se lo fai con chiarezza e una volta sola. Il rapporto si rovina con le proposte camuffate, le insistenze dopo un no e i messaggi mandati a tutta la rubrica. Una proposta fatta a chi ti ha appena raccontato quel problema dimostra che lo hai ascoltato. La decisione resta sempre sua.
Come proporre i propri servizi senza sembrare insistenti?
Dopo aver ascoltato il problema, dì in una frase che lo risolvi di mestiere e offri di raccontare come lavori, lasciando esplicitamente libera l'altra persona di dire no. Poi fermati. Se le interessa ti cercherà. L'insistenza nasce dalla ripetizione e dalla pressione, non dalla proposta in sé.
Perché i professionisti bravi hanno spesso paura di vendere?
Perché conoscono bene la difficoltà del proprio lavoro e temono che proporlo equivalga a promettere un risultato certo. Così preferiscono tacere, per non rischiare di deludere. È una prudenza che ha un costo: lascia senza aiuto chi ne avrebbe bisogno e lascia spazio a chi è meno preparato ma si propone di più.